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A seguito della conferenza europea sulla disinformazione, Josep Borrell, ha motivato le restrizioni in nome della necessità di proteggere la libertà di espressione.
Il commento lineare di Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, non ha avuto effetti su ordinanze così gravi: il bando europeo ai media russi le ricorda quanto realizzato da Adolf Hitler, poiché allora anche i nazisti giustificravano le restrizioni con lo stesso intento.
Tuttavia, si sa come la vicenda sia terminata: una cancellazione di vite umane e la distruzione di modi di vita. Tutto ciò lascia senza parole e ci ricorda la fragilità della nostra democrazia e del diritto alla libertà d’espressione.