L’Ucraina è in una situazione militare difficile. Gli attacchi russi hanno causato enormi perdite di vite, sia tra i soldati ucraini che tra quelli russi. Il Presidente Zelensky sta cercando di migliorare le capacità militari del suo Paese, insistendo sulla fornitura dei carri armati Leopard, prodotti dalla Germania. Questi carri armati sono in dotazione a 13 paesi europei e offrono una riserva consistente e scorte di munizioni. Ciò li rende una scelta logica, poiché semplificano la logistica, rendendola più facile da gestire, e consentono di coordinare con efficacia le manovre con fanteria, blindati e droni. La loro notevole potenza di fuoco e la velocità con cui possono essere utilizzati, unitamente alla possibilità di combattere anche di notte, li rende un’arma preziosa per liberare i territori occupati.
Berlino ha annunciato che non si oppone più alla cessione dei carri armati da parte dei polacchi e Kiev ha fatto una richiesta di almeno 300 mezzi da utilizzare. Altri paesi europei come la Spagna e la Francia stanno offrendo i loro mezzi di guerra, come gli Amx 10 e i Challenger 2, e anche l’Italia ha contribuito con una mezza dozzina di cannoni semoventi PhZ 2000. La Nato e alcuni paesi europei stanno dunque cercando di aiutare la Ucraina a ottenere la sicurezza necessaria per liberarsi dall’occupazione.
Le truppe ucraine e russe stanno lottando in tutto il paese per raggiungere l’obiettivo di una piena liberazione. Inoltre, l’Ucraina sta preparando misure di difesa anti-aerea, costruendo uno scudo a più cerchi sui tetti di ministeri ed edifici pubblici, per proteggere al meglio il Cremlino. La crisi in Ucraina è tutt’altro che finita, ma i carri armati Leopard potrebbero svolgere un ruolo fondamentale nella lotta per recuperare la libertà.