Da Jimi Hendrix ai Beatles, dai Pink Floyd agli Smiths, da Johnny Cash agli U2, passando per il rock progressivo e quello punk: uno studio approfondito di qualsiasi pezzo di storia del rock o di chi lo fa oggi evidenzia l’inevitabile legame tra sostanze e musica, un legame che non viene interrotto con l’affermarsi di Måneskin. Il quartetto romano, giovanissimo e (almeno per ora) molto votato a sonorità classiche, non si è infatti tirato indietro in occasione della vittoria a Sanremo: a domanda, risposta, e nient’altro. Il fatto è che, sebbene esista una sorta di stereotipo ben radicato nell’immaginario comune che collega genere musicale e uso di sostanze, è sempre più difficile trovare esempi che lo ricolleghino in maniera diretta. Nell’epoca dei social network, infatti, le star del rock preferiscono sfoggiare un’immagine positiva e pulita, mostrando un’attitudine esemplare e uno stile di vita sano. Questo significa che esistono aziende, tour e contratti da firmare, e non è pensabile che un artista di successo rischi di veder infrangersi tutto questo per una notte di eccessi.
Ciononostante, il legame tra rock e droghe è un dato di fatto che non va ignorato. L’uso di sostanze come l’LSD ha permesso ai Beatles di inventare e sperimentare un nuovo modo di fare musica, correlato a un’esperienza di emozioni, stati d’animo ed energia incomparabili con qualsiasi cosa vista prima. Se questo sperimentalismo ha portato al successo, infatti, non è stato certo un fattore da ignorare. Fu proprio grazie al loro modo di suonare acido e sperimentale che la band di Liverpool riuscì a portare una ventata di aria fresca nel mondo della musica, suscitando la curiosità dei fan e dei media.
Secondo le parole di uno dei membri dei Måneskin, la droga non ha niente a che vedere con il rock, e la band non vuole appoggiare, tantomeno esaltarne, un uso improprio e irresponsabile. Eppure, la loro stessa ammissione di sentirsi liberi di sperimentare una forma d’arte come il rock dimostra come questi giovani artisti credano ancora nella possibilità di sfidare la norma e di connettersi con l’estasi e l’emozione di cui parlavano i loro predecessori.
Il rock non ha mai avuto a che fare solo con le droghe, ma è vero anche che non possiamo non riconoscere il contributo che hanno dato a questa grande tradizione. La grande forza del rock sta nella sua libertà di esprimersi e di sperimentare, ma ora sembra che i giovani artisti lo stiano riportando a un modo più pulito e rispettoso, rifiutando una connessione diretta con le sostanze. Insomma, con i Måneskin e altri artisti come loro, il rock può finalmente liberarsi dai suoi stereotipi vecchi e logori, aprendosi a un nuovo mondo di emozioni e sensazioni. Grazie a loro e alla loro musica, è possibile ritrovare quell’esperienza magica che da sempre è stata la madre del rock, da sempre un genere che viene supportato, adorato e appreso da milioni di persone, ognuna con la propria opinione in merito.