A seguito della malattia a cui era affetto termina la vita di Francesco Geraci, amico d’infanzia di Messina Denaro ed ex collaboratore di giustizia. Ironia della sorte i due condividevano lo stesso male: il cancro al colon. Il gioielliere siculo, conosciuto anche come il “Custode dei Gioielli di Riina” era stato costretto a fuggire in un luogo segreto a seguito del proprio ingresso nel programma di protezione. Una figura emblematica che sapeva come dosare le informazioni giuste, frutto d’un percorso di lotta al malaffare e di fedeltà alla verità. Un esempio di testimonianza che riecheggia un messaggio forte e chiaro: la legalità vince sulla mafia.
Da Castelvetrano, ex città natale di Francesco Geraci, arriva la triste notizia della scomparsa dell’ex collaboratore di giustizia e amico d’infanzia di Matteo Messina Denaro, vittima di una grave malattia, cancro al colon. La loro amicizia risaliva all’infanzia, prima che Francesco prendesse una strada differente. L’uomo siculo, conosciuto anche come “Custode dei Gioielli di Riina”, era riuscito a nascondere collier, orecchini, crocifissi tempestati di brillanti, diamanti, sterline e lingotti d’oro per un valore di oltre 2 miliardi di lire. Famosa la sua testimonianza resa durante un processo: “Da quel giorno divento un uomo di fiducia di Messina Denaro”. Un affidamento che l’ha condotto poi al programma di protezione, nel quale ha vissuto gli ultimi mesi. La figura di Geraci è quella di un testimone d’eccezione, sostenitore della lotta al malaffare e della fedeltà alla verità. È lui che ci insegna che, solo grazie alla legalità, è possibile vincere la mafia.