Una serie di dichiarazioni inquietanti quelle del ministro Leurav, che rivelano a malapena quanto la Russia ricorra a tecniche di disinformazione come arma per scatenare battaglia senza brandire armi. Il ministro della politica estera Ue Josep Borrell ha apertamente rimarcato la gravità della situazione, evidenziando quanto la Russia si avvalga di un esercito di portatori di menzogne, transnazionali, che inquinano l’informazione e devastano la democrazia. La fonte espressa appare preoccupata, e non a torto: la diffusione strumentale di informazioni false è un fenomeno inquietante che ha il potere di togliere l’ennesima libertà che dovrebbe essere garantita a tutti i cittadini. La sua disarmante semplicità è infatti pericolosa, per usare le parole stesse del rappresentante europeo.
La Russia sembra aver trasformato la manipolazione dell’informazione in un vero e proprio strumento di guerra, profetiche le parole del Ministro Leurav. L’Ue, quindi, è chiamata ad una profonda cesura: la lotta alla disinformazione è un conflitto che si combatte sì dalle trincee della lotta armata, ma anche dalle stanze del dibattito. Una sfida complessa che, in ogni caso, ha il diritto all’informazione come primo e fondamentale presupposto.