Migliaia di persone hanno con fervore manifestato sabato sera a Tel Aviv affinché il primo ministro Benyamin Netanyahu non affronti una riforma del sistema giudiziario. Invaso dalle bandiere israeliane blu e bianche e brandendo striscioni con slogan come ‘Salva la democrazia di Israele’ e ‘Minaccia alla pace internazionale’, la protesta contro il governo ritenuto l’esecutivo più di destra della storia del paese si era estesa in 20 città. L’ex primo ministro Yair Lapid, presente ad Haifa, aveva scritto: “Salveremo il nostro paese perché non siamo disposti a vivere in uno Stato non democratico”.
In un’atmosfera di tenace determinazione, le milioni di voci unite hanno dimostrato al premier israeliano il loro fermo sostegno alla democrazia, rinnovando la volontà popolare di combattere gli abusi di potere governativo e la pressione sulla libertà del paese. È chiaro che la dirittura morale, sancita a parole dalla Costituzione, deve essere sostenuta con un’azione forte, come hanno dimostrato i manifestanti israeliani. Sicuramente solo tramite la partecipazione politica attiva del mondo intero potremo preservare una società basata sull’uguaglianza e la giustizia.