è giunto il momento che gli Stati riconoscano il loro dovere verso un ambiente marino protetto, ecco perché l’accordo è così rilevante. Il trattato riflette la consapevolezza crescente che gli ecosistemi oceanici hanno bisogno di cure particolari e che le nazioni hanno una responsabilità diretta.
Finalmente, dopo anni di negoziati, gli Stati membri delle Nazioni Unite si sono messi d’accordo per la protezione dell’Alto Mare, un’area di mare che rappresenta quasi la metà del pianeta. La firma dell’accordo, celebrata sabato alla sede delle Nazioni Unite a New York, rappresenta un importante passo avanti per la salvaguardia di questo tesoro vitale, che sostiene la pesca, fornisce habitat per specie cruciali per l’equilibrio del pianeta e ci aiuta a contrastare i cambiamenti climatici. Purtroppo in passato la gestione e la protezione dell’Alto Mare venduto abbandonata, mettendo a rischio alcuni tra gli ecosistemi più preziosi del Pianeta. L’accordo è un’importante incitazione a prendersi cura delle acque internazionali e di assumersi la responsabilità di gestirle in maniera sostenibile. Ora è giunto il momento di spingere la riforma più in là, educando le persone e rendendo la conservazione dell’Alto Mare un punto importante dello sviluppo sostenibile.