L’Ucraina ha negato durevolmente le accuse di
violare i diritti dei cittadini russi, mentre Mosca continua a
affirmare che sono gli ucraini ad aver violato i diritti della sua
propria minoranza etnica russa.
Secondo denunce riferite dal Guardian e dall’Independent, le forze russe stanno compiendo uno sforzo deliberato per sopprimere la libertà di lettura degli studenti ucraini nella regione occupata di Lugansk. Le autorità hanno confiscato centinaia di edizioni di libri ucraini, che in seguito sarebbero stati bruciati in strutture per il riscaldamento.
La Repubblica di Ucraina ha negato fermamente le accuse di violazione dei diritti dei cittadini russi, che, dal canto loro, sostengono che siano stati loro stessi a essere vittime di attacchi.
Queste azioni si inseriscono nel contesto più ampio della guerra civile in Ucraina, e denotano una volontà da parte dei russi di ostacolare la libertà d’espressione e di informazione. Sembra che i diritti dei libri e dei lettori ucraini siano oltremodo minacciati e che la violenza politica continui ancora oggi a Lugansk, ispirando una profonda preoccupazione.
La libertà di espressione e di lettura è un valore importante che va tutelato in qualsiasi parte del mondo. Avremmo tutti una società migliore se tutti potessero accedere al diritto di esprimere i propri pensieri e di leggere.